#iorestoacasa. E penso e ripenso, da giorni e giorni, allo scorso anno, quando Giordano è stato ricoverato per un principio di polmonite. Esperienza difficile, complessa, notte e giorno in un reparto d’ospedale senza la nostra confortevole quotidianità, senza le terapie, senza possibilità di svagarsi se non in pochi metri quadri di una stanzetta con libri e giochi, condivisa con altri piccoli malati. Due lunghi ricoveri e la difficoltà di rientrare poi ad una normalità alterata, cercando il modo migliore per aiutare Giordano a ritrovare i suoi equilibri, la sua routine, aiutarlo a non perdere quelle competenze acquisite con tanto lavoro durante le sessioni di terapia Aba.
La terapia per noi è la compagna indispensabile di ogni giornata, è il momento in cui Giordano può acquisire nuove competenze e fissarle, farle proprie, è un complesso lavoro di stimolazione del linguaggio, di attività logiche, manuali, di connessioni che si creano col mondo esterno, con le persone, è la consapevolezza di se stesso e del proprio corpo, è il modo di prendere la forchetta, di giocare correttamente con un puzzle, di chiedere di leggere un libro insieme, di imparare a segnare le parole con la lingua dei segni, è gioco e impegno, è educazione e autonomia.
Eppoi, le scuole chiudono fino al 3 aprile. Chiudono i centri di terapia, la nostra vita diventa un insieme di limitazioni e raccomandazioni, arriva l’emergenza Coronavirus.
Noi siamo a casa già da diversi giorni, perché il ricordo di quel tempo sospeso in un letto d’ospedale è indelebile e terribile, perché ho un bimbo con delle fragilità che va tutelato prima di tutto dal punto di vista della salute, perché quel “tanto a me non capita” non mi appartiene più.
Non doveva capitarmi neanche l’autismo, e invece a me, proprio a me, è capitato un bel figlio autistico, e ho imparato che è sempre meglio non escludere nulla, anche perché.. per quale motivo dovrebbe capitare agli altri e non a me?!
Sono convinta di aver fatto la scelta migliore, e continuerò a seguire attentamente le indicazioni ministeriali in merito: nessuno sa come evolverà questa situazione, nessuno può predire il futuro o trovare una rapida soluzione. L’unica soluzione possibile è essere razionali e cercare per quanto possibile di ritrovare un equilibrio in questo momento a dir poco particolare. Non riesco ad essere allarmista, le mie scelte non sono dettate dal panico ma dalla ragione. Forse aver lavorato tanti anni in aeroporto, tra emergenze sanitarie e allerta terrorismo, mi hanno aiutata a non cedere all’emotività, alla paura, al panico. Sono ovviamente preoccupata, per questo #iorestoacasa.
L’unica cosa che mi spaventa davvero è la sospensione della terapia Aba. Perchè so quanto sia fondamentale per Giordano, perché per quanto io abbia acquisito la “modalità Aba”, chiamiamola così, di approcciarmi a mio figlio, sono e resto soltanto la sua mamma, non sono la sua terapista e purtroppo posso aiutarlo fino ad un certo punto. Giordano sentirà la mancanza delle sue splendide terapiste e delle sue fantastiche maestre, in questa quarantena inaspettata. Sarà più capriccioso del solito e forse dovrò gestire qualche comportamento problema in più. Il suo programma di apprendimenti sarà inevitabilmente rallentato: impiegherà qualche mese in più per togliere definitivamente il pannolino, imparerà più lentamente a riconoscere forme e colori, non riuscirà a soffiarsi il naso o andare in bicicletta. Sarà un tempo sospeso difficile da gestire per me e per lui, ma è un tempo necessario, senza alcuna ombra di dubbio.
Di ombre ne lascerà tante, questa emergenza sanitaria. Eppure io non riesco ad essere nè polemica nè allarmista anzi, lo dico con estrema chiarezza: sostengo e rispetto tutte le misure restrittive suggerite e imposte dai vari Decreti Ministeriali.
#iorestoacasa
Alessandra




