Si dice che la vita sia una ruota, che prima o poi gira, che tutto torna, ma potremmo anche dire che è un cerchio, che include e accoglie, come le braccia delle mamme, tenere, ostinate, forti e determinate. E creative. Quella definizione che sta a pennello a molte di noi e che tanto poco è considerata, perché se ti chiedono che lavoro fai e rispondi sono una creativa, partono occhiate interrogative e patetiche. Perchè se sei creativa, in fondo, che fai?!?!? Se sei una mamma artigiana e creativa (magari pure blogger!).. si, vabbè, ma il tuo lavoro vero qual’è?!
Il lavoro vero è quello di svegliarsi ogni mattina, di pensare cose belle, di riempirsi di ottimismo e affrontare la giornata fatta di impegni, casa, bambini, progetti, panni da stirare e spesa da fare. Il lavoro vero è quello che ci porta a non accontentarci di ciò che non ci soddisfa ma di puntare al meglio, a guardare sempre avanti e cercare nuove idee, nuovi progetti. Il lavoro vero sono anche tutte quelle ore passate su internet a cercare, rispondere, preventivare, ideare o semplicemente scambiare chiacchiere con altre mamme, creative o meno, artigiane o imprenditrici, bloggers o casalinghe.
Da facebook alla realtà: le storie, quelle belle
Ed è proprio dal web che arrivano i miei nuovi progetti, dallo stesso gruppo facebook che qualche anno fa, ha fatto conoscere me e Nicole Curioni, l’artefice del mio sito e di buona parte della mia grafica, nonché fondatrice del blog Diventare Mamma che da tempo ospita i miei articoli. Devo tanto a Nicole, continuerò a citarla e ringraziarla per tutto l’aiuto e il supporto, per l’energia che mi ha trasmesso e mi ha dato la forza di riprendere in mano carta e penna virtuali, e impegnarmi nel mio lavoro di blogger per caso! Dopo Nicole, da quel gruppo facebook, sono arrivate altre amicizie, molte clienti e colleghe, conoscenze virtuali che incontro di persona solo durante gli eventi, ed è un piacere quando vengono a salutarti e ti dicono tu sei La Sodi Cake Design, io ti seguo sempre!
In questo cerchio di idee, di lavori e inseguimenti (tutte noi seguiamo qualcuno, termine inquietante ma corretto!) un giorno ti arriva una telefonata alle sei di mattina (perché le mamme non dormono, lo sapete no!?) che ti porta esattamente dentro al cerchio, in un girotondo di eventi e laboratori che avete visto pubblicizzati ovunque sui miei social. E così, in un salto imprevisto e inaspettato, sono dentro a Il Cerchio di Mamme al Lavoro, un’associazione a sostegno delle donne, e mamme, nata da un gruppo facebook ormai stratosferico, Mamme al Lavoro che vanta oltre 50000 iscritte.
Il Cerchio di Mamme al Lavoro ha come obiettivo la tutela e la promozione dei diritti delle donne nel mondo del lavoro: in un’epoca in cui essere madre e avere una carriera può essere un’utopia, l’Associazione punta ad aiutare e sostenere le donne che vogliono rimettersi in gioco, incentivando competenze e talenti (dalla pagina dell’Associazione)
Mamme, non mamme, forse mamme, future mamme, mai mamme.. e la parola mamma diventa il senso più ampio di ciò che siamo, semplicemente donne che si sono rimesse in gioco reinventandosi lavori e hobbies, donne che hanno realizzato i propri sogni o che stanno aprendo i cassetti più belli e affollati delle proprie vite, donne che studiano e si impegnano e mettono anima e cuore nelle varie professioni, donne imprenditrici e artigiane, chi alle prime armi, chi con lavori già ben avviati, ma tutte con panni da stirare e lavatrici da fare. Siamo sinceri: a noi donne non è permesso avere un solo lavoro. C’è sempre la vita quotidiana che è il lavoro principale, poi il resto. Pensandoci bene, se non fosse per quei panni da stirare forse non saremmo così multitasking come siamo: prendi i bambini a scuola, rispondi alle email, fai la lista della spesa, vai dal parrucchiere, compra il regalo alle maestre, programma la vacanza… quante volte vi capita di fare una sola cosa per volta?! A me praticamente mai. E’ sempre tutto un pensare al poi, un guardare avanti e, a volte, ancora e per fortuna, sognare un pochino.
Se mi fermo a riflettere, non credo vorrei essere diversa da come sono. Multitasking o multi-pazza, non so, fate voi! Io posso solo dirvi che l’energia positiva che i bei progetti mettono in circolo è talmente forte che non puoi fare a meno di rispondere a quella telefonata, anche se alle sei di mattina vorresti solo dormire, dopo l’ennesima notte insonne (ah, i figli piccoli, quante gioie!!). Non vorrei essere diversa da quella che per anni ha detto: le chat delle mamme?! Noooo, mai!!… i gruppi facebook di mamme?! Ma che sei matta!!?! Okay, confesso tutto: non volevo far parte di gruppi, non volevo entrare in associazioni, non volevo seguire chat, e sopratutto non volevo più far laboratori per bambini! Giuro di dire la verità, tutta la verità: da quando lo scorso anno l’autismo è entrato nella mia vita, la prima cosa che ho pensato è stata di lasciare il mio lavoro coi bambini. Poi sono arrivati i progetti con colleghe fantastiche, poi è arrivato Il Cerchio di Mamme al Lavoro, in cui ho rivisto tanto dell’idea che lo scorso anno ho provato a concretizzare, con Nicole Curioni, i Diventare Mamma Lab. Progetto che non ho più potuto seguire proprio perché sono cambiate molte cose in questo lungo e faticoso anno, e se prima mio figlio Giordano era la mia priorità, ora è tutto il tempo possibile.
Tutto questo per dirvi cosa?! Che domenica scorsa ero sotto il sole, in una giornata d’agosto arrivata in pieno giugno, in una location piena di stands, di creative, di donne, di lavoratrici, di bambini e famiglie, di stanchezza e sorrisi che sono stati il segno distintivo dell’evento MaL che vada sarà un successo! Io c’ero, coi miei laboratori per bambini (tranquilli, non saranno gli ultimi, ho già pronta la prossima data!), con le mie colleghe Rosa Panzini e Natascia Rizzi, con il mio sweet table di Cappuccetto Rosso di cui presto vi racconterò, con la vendita dei biscotti per la Steps-Aba Onlus, con la postazione gioco per i bambini, c’era un pezzetto di me nello stand della mia amica Nicole Rivellino Muminlove, c’erano le mamme che avevo conosciuto solo su whatsapp, c’erano le mie corsiste, le mamme dei miei piccoli allievi, c’erano le facce che conosco solo su facebook e che sono diventate carne e ossa, e sorrisi! C’erano le amiche fantastiche che mi hanno aiutata a infornare quattromila biscotti, c’erano tante persone che dovrei ringraziare e prima o poi ringrazierò una per una, c’erano i pensieri belli, la preoccupazione di Giordano da solo tutto il giorno, a casa, c’erano le mille cose che mi sono venute in mente mentre correvo quà e là, col doppio badge di La Sodi Cake Design e della Steps-Aba Onlus. C’erano tante storie domenica scorsa sotto il sole. Le storie di tante mamme, le storie quelle belle, le storie che ancora dobbiamo scrivere, insieme, per un pochino di tempo, per tutte le volte che ci farà piacere tenerci per mano e stare in cerchio. Un girotondo, di mamme e bambini.
Alessandra
Ps: le foto, quelle belle, sono di Pamela Luppolis!







